E' con orgoglio che presentiamo le Medaglie della XV^ Compagnia Paracadutisti "Diavoli Neri"...

 

 

 

Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria
Par. Pasquale Baccaro
 

"Paracadutista di leva, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183° reggimento paracadutisti "Nembo" al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati da miliziani somali, mentre effettuava fuoco mirato da bordo di un veicolo corazzato a sostegno dell'azione condotta dalla propria squadra, veniva inquadrato dal tiro dei cecchini ma, imperturbabile, proseguiva nell'azione. Gravemente ferito a seguito dell'esplosione di un razzo controcarro, che aveva colpito il mezzo corazzato sul quale operava, manteneva, nonostante l'amputazione traumatica di un arto inferiore, spirito saldo e animo sereno, consentendo agli altri paracadutisti di continuare ad operare con immutata determinazione. Soccorso e trasportato presso una struttura sanitaria non sopravviveva alle gravissime lacerazioni subite. Immolava così la sua giovane vita nel pieno adempimento del proprio dovere per un ideale di pace e solidarietà tra i popoli. Purissima figura di uomo e di combattente, esempio fulgido di assoluta dedizione al dovere e di elette virtù militari sublimate dal supremo sacrificio".

Mogadiscio, 2 luglio 1993.
 

Medaglia d'Oro al Valor Militare
Cap. Gianfranco Paglia


"Comandante di plotone paracadutisti, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia, nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183° reggimento paracadutisti "Nembo" al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio.
Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai milziani somali, con perizia ed intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell'abitato. Dopo avere sgomberato con il proprio veicolo corazzato alcuni militari feriti, d'iniziativa si riportava nella zona di combattimento e, incurante dell'incessante fuoco nemico, coordinava l'azione dei propri uomini, contrastando con l'armamento di bordo l'attacco nemico.
Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco si sporgeva con l'intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro dei cecchini che lo colpivano ripetutamente. Soccorso e trasportato presso una struttura sanitaria di Mogadiscio, reagiva con sereno e virile comportamento alla notizia che le lesioni riportate gli avevano causato menomazioni permanenti.
Chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d'animo".

Mogadiscio, 2 luglio 1993
 

Medaglia di Bronzo al Valore Militare
Cap. Paolo Riccò

“Comandante di compagnia paracadutisti inquadrata nel contingente italiano inviato in Somalia nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con la propria unità al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai miliziani somali, ricevuto l'ordine di contribuire allo sganciamento, di alcune unità rimaste intrappolate nell'abitato, si distingueva per coraggio, determinazione e professionalità, spingendosi dove più intensa era l'azione nemica e neutralizzando numerose sorgenti di fuoco avversarie. Allorché un razzo controcarri colpiva un mezzo della sua compagnia, benché ferito, con ammirevole forza d'animo ed elevatissima capacità' professionale, provvedeva alla difesa del mezzo stesso e si prodigava per lo sgombero dei feriti, perfettamente consapevole dei grossi rischi ai quali si sottoponeva. Chiarissimo esempio di coraggio, di nobile ed ammirevole altruismo, di altissimo senso del dovere".

Mogadiscio, 2 luglio 1993
 

Medaglia d’Argento al Valore dell’ Esercito
Serg. magg. Giovanni F. Bozzini

Al serg. magg.f.par. Giovanni F. Bozzini, nato il 9 ottobre 1964 a Firenze, con la motivazione: «Giovane sottufficiale, facente parte del contingente militare italiano "Ibis" impegnato nella operazione umanitaria ONU di "Peace Keeping", in Somalia, partecipava all'operazione "Canguro 11" che prevedeva il rastrellamento di un quartiere della città di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente innescati da miliziani somali, si distingueva per indomito coraggio ed elevate doti professionali reagendo con risolutezza ed efficacia al fuoco degli elementi nemici che più direttamente minacciava le forze nazionali. Successivamente si prodigava con sprezzo del pericolo e nobile generosità nell'opera di soccorso ad alcuni paracadutisti rimasti gravemente feriti all'interno di un mezzo colpito da un razzo controcarro. Chiaro esempio di alto senso dei dovere, elevate doti di ardimento e ammirevole altruismo».

Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
 

Medaglia d’Argento al valore dell’Esercito
C.le Carmelo Mandolfo


Al c.le par. Carmelo Mandolfo, nato il 24 agosto 1973 a Ragusa, con la motivazione: «Caporale paracadutista di leva, facente parte del contingente militare italiano "Ibis" impegnato nell'operazione umanita­ria ONU di "Peace Keeping", in Somalia, partecipava con il 183° reggimento paracadutisti “Nembo” in qualità di pilota VCC, all'operazione "Canguro 11" che prevedeva il rastrellamento di un quartiere della città di Mogadiscio. Coinvolto nei successivi combatti­menti proditoriamente condotti da miliziani somali contro le forze italiane, si distingueva per il coraggio, la prontezza e la perizia con cui acquisiva, sotto un'intensa reazione avversaria, la posizione più idonea per un efficace impiego dell'armamento di bordo. Sebbene coinvolto nell'esplosione di un razzo controcarro che aveva colpito il proprio mezzo provocando numerose e gravi perdite tra l'equipaggio, conservava una lucida risolutezza che gli consentiva di sottrarsi alla minaccia avversaria e di garantire ai feriti un sollecito soccorso. Successivamente, pur consapevole dei rischi personali a cui andava incontro nell'attraversare un'area sottoposta ad un incessante fuoco nemico, si prodigava per trasportare alla più vicina struttura sanitaria nazionale i feriti più gravi. Chiaro esempio di sprezzo del pericolo, alto senso del dovere e di nobile generosità».

Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
 

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito
Par. Renzo Polifrone


Al par. Renzo Polifrone, nato il 5 gennaio 1973 in Venezuela, con la motivazione: “Paracadutista di leva, facente parte del contingente militare italiano “Ibis” impegnato nell’operazione umanitaria ONU di “Peace Keeping”, in Somalia, il 2 luglio 1993 partecipava con il 183° reggimento paracadutusti “Nembo” in qualità di pilota VCC. all'operazione “Canguro 11” che prevedeva il rastrellamento di un quartiere della città di Mogadiscio. Coinvolto nei successivi combattimenti proditoriamente condotti da miliziani somali contro le forze italiane, si distingueva per il coraggio, la prontezza e la perizia con cui acquisiva, sotto un’intesa reazione avversaria, la posizione più idonea per un efficace impiego dell’armamento di bordo. Mentre con il proprio carro si accingeva a raggiungere nuovamente la zona degli scontri dopo aver provveduto alla evacuazione di alcuni militari rimasti feriti, resosi conto che l’ufficiale capo carro era stato gravemente colpito da un cecchino somalo, assumeva con lucida risolutezza l’iniziativa e riusciva a ricongiungersi al reparto. Ivi giunto veniva incaricato di effettuare un ulteriore sgombero di feriti e, incurante dei rischi personali a cui andava incontro pe rl’incessante fuoco nemico, assolveva con immutata determinazione il compito assegnatogli. Chiaro esempio di ammirevole altruismo, elevato sense del dovere e non comune sprezzo del pericolo”

Mogadiscio (Somalia). 2 luglio 1993
 

Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito
S. ten. Romeo Carbonetti
 

Al s.ten f par. Romeo Carbonetti, nato l'8 febbraio 1967 a Viterbo, con la motivazione: «Ufficiale comandante di plotone paracadutisti, facente parte del contingente militare italiano "Ibis" impegnato nell'operazione umanitaria ONU di "Peace Keeping", in Somalia, partecipava con il 183" reggimento paracadutisti --Nembo" all'operazione "Canguro 11" che prevedeva il rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso del successivo attacco che i miliziani somali sferravano proditoriamente contro le forze italiane, si distingueva per indomito coraggio ed elevate doti professionali. Spintosi con i suoi paracadutisti dove più intensa era la pressione nemica, si prodigava per contrastarla riuscendo infine a fiaccarla con una precisa cd efficace azione di fuoco. Con gagliarda ed eccezionale audacia si esponeva ove maggiore era il pericolo e trascinava, con la virtù dell'esempio i suoi uomini durante la fase più cruenta del combattimento. Con la sua azione contribuiva validamente allo sganciamento delle forze italiane evitando ulteriori perdite di vite umane. Chiaro esempio di non comune coraggio, alto senso del dovere ed elevate doti di ardimento. »